Luoghi Limitrofi

I Vini Vigna Roda nascono tra la struggente poesia di Arquà Petrarca, la quiete di Praglia, la forza di Montagnana, la dolcezza delle Terme e il verde dei Colli Euganei. Una terra unica.

Abbazia di Praglia e luoghi di culto

praglia

Solitari si stagliano le cime dei Colli Euganei come eremi alla ricerca della spiritualità e della preghiera. Tra questi pendii e cime per secoli si sono insediate comunità monastiche ed eremiti.

Pochi chilometri da Abano Terme, l’Abbazia di Praglia, risalente all’XI secolo, ha trovato un paradiso tranquillo tra le verdi colline per seguire la regola “Ora, lege et labora” di San Benedetto.Qui la comunità benedettina è indipendente e autosufficiente, separata dall’influsso del mondo esterno, ancora oggi come nei secoli precedenti.

Il suo sostentamento proviene dal lavoro di carattere artigianale svolto all’interno del monastero, e in passato più di adesso, integrato dall’agricoltura nei terreni circostanti,come Vignaroda fa ormai da anni con le sue vigne e vigneti.Anche l’ordine dei Camaldolesi, eremiti del Monte Rua, vivono isolati dal mondo esterno pregando e meditando nelle loro celle. Altro esempio di ricerca spirituale è il monastero degli Olivetani, di cui oggi rimangono solo alcuni edifici abbandonati.

Montagnana

montagnana

Montagnana: una città murata tra le più belle e suggestive d’Europa, un manufatto medievale ammirabile nella sua totale integrità.

Le sue strutture difensive, con muri di cinta e torri esagonali, si stagliano tra la monotonia della pianura, facendo desistere coloro che si preparavano ad espugnarla.Oggi come allora, incanta con la sua maestosità chi varca la soglia di una delle due porte originali del Castrum degli Estensi. La tirannide di Ezzelino da Romano non risparmiò la città dalla sua ira, che la incendiò dopo averne preso il potere, per poi edificare il Castello di San Zeno nel 1242, a protezione della porta orientale.

I montagnanesi esultarono alla notizia della morte di Ezzelino, organizzando feste e balli. Ancora oggi, si rievoca quei giorni di festeggiamenti con il Palio dei 10 Comuni, una sfida tra cavalli e fantini per aggiudicarsi il prezioso Pallium.

Arquà Petrarca

Arquà petrarca

“Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario piccolo villaggio, in una graziosa casetta, circondata da un uliveto e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo, lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, leggendo continuamente e scrivendo”.

Il tempo sembra essersi fermato all’epoca nella quale Francesco Petrarca scelse questo borgo antico per trascorrervi gli ultimi anni della sua vita e per esservi sepolto. Così il sommo Poeta descrisse le bellezze di Arquà: “Vasti boschi di castagni, noci, faggi, frassini, roveri coprivano i pendii di Arquà, ma erano soprattutto la vite, l’olivo e il mandorlo che contribuivano a creare il suggestivo e tipico paesaggio arquatense”.

L’ospite è attorniato da un paesaggio ancora di intatta dolcezza, l’abitato ruota alla piazza-sagrato, che accoglie il sepolcro del Petrarca, ornato da un busto risalente al XV secolo. Il borgo, dotato di un castello nel periodo longobardo, ha conosciuto uno sviluppo edilizio fino al XVI secolo, con la dominazione veneziana, per essere abbandonato nei secoli successivi. Questo ha consentito di mantenere inalterato il suo assetto urbanistico, regalando al visitatore un modello inimitabile di borgo medievale.

Terme Euganee

Terme euganee

I Colli Euganei, sin dall’antichità, erano frequentati dalle popolazioni locali che pregavano e si curavano con le sorgenti termali, edificando santuari e zone di culto. Offerte votive ritrovate in prossimità dei bacini termali attestano il culto della divinità di Aponos, tutore delle acque, romanizzato in epoche successive.

La fortuna delle terme iniziò in epoca romana, che vennero trasformate in centri di benessere e di ritrovo. I romani, infatti, seppero valorizzare le proprietà curative delle acque, costruendo bagni e palestre nelle zone oggi conosciute come Abano e Montegrotto.
Dopo un momentaneo abbandono causato da invasioni e distruzioni, le terme euganee ritornarono a prosperare sotto il dominio della Serenissima, in seguito alla quale diversi aristocratici veneziani e padovani si fecero costruire nei dintorni lussuose dimore.

Alla fine del Settecento, alcuni scavi archeologici riportarono alla luce resti e reperti degli stabilimenti termali del I secolo. Questi ultimi erano sfruttati dagli antichi per la particolare composizione chimica delle acque euganee, che affiorano dopo un viaggio di una centinaia di chilometri dalle Prealpi veronesi, utili nelle applicazioni terapeutiche, tuttora riconosciute scientificamente ed utilizzate.